Captain Herlock The Endless Odyssey Outside Legend

Dopo tanta attesa devo dire che nuova avventura del pirata più famoso dell’universo mi ha lasciato l’amaro in bocca. Nulla da togliere alla qualità dei disegni, alla caratterizzazione dei personaggi (soprattutto Yuki Kei che ci ha guadagnato tantissimo), ma ecco che ci risiamo. Più che un outside legend questo è una macedonia con pezzetti presi qua e la. La storia pretende di essere la continuazione della Saga in cui Harlock affronta le Mazoniani (non la SSX quindi), ma riporta in ballo il personaggio di Tadashi come se questo fosse il suo primo incontro con il capitano, quando invece questi due personaggi si sono incontrati proprio all’inizio della saga di cui sopra. Non capisco quindi perchè riportare in campo proprio Tadashi e non creare un nuovo “giovincello”.
A parte questo sono stata felicissima del ritorno di Tochiro, anche se da “morto” alla fine è lui che sistema tutta la faccenda. Ma dal genio che ha costruito l’Arcadia o Alkadia (il dubbio resta) cos’altro ci si poteva aspettare?
Questo non è il primo tentativo di rinfrescare la leggenda del grande Harlock (che in questa serie viene scritto Herlock), c’è già stato un precedente con la Saga dei Nibelunghi. In quella serie, totalmente dislocata dalle prime due Tochiro è ancora vivo e geniale come sempre.
Tanto nella saga dei Nibelunghi quanto in questa, il finale non è un finale, ma con i Jappo ormai dovremmo esserci abituati.
Queste due nuove serie hanno fatto sognare vecchi nostalgici del pirata siderale, ma dubito abbiano trascinato nuovi accoliti fra le sue fila. Harlock è un personaggio troppo lento e silenzioso per la moderna gioventù abituata ad animè davvero chiacchieroni. Eppure nonostante l’amaro in bocca non posso negare di aver gradito questo ritorno. Un dolce ricordo dell’infanzia alla fin fine resta sempre un dolce ricordo dell’infanzia.