Di consigli contro queso eterno dilemma ce ne sono ovunque, tutti basati principalmente su soluzioni psicologiche. La mia personale soluzione a questa annosa questione sono i viaggi e la musica.
Con viaggio non intendo che sia necessario arrivare fino in Madagascar per andare alla ricerca delle parole perdute, ma basta semplicemente mettersi in macchina o, per chi teme di non riuscire a guidare e a creare contemporanemente, in autobus, sul treno. Basta un viaggio di poche ore. Magari per arrivare nella vicina città e ritorno.L’importante è che la mente non sia legata a nessun luogo, ma spazi liberamente attraverso paesaggi in movimento.
La musica è l’altra componente fonamentale. Non ci sono tipologie di musica partiolari, devono essere in tono con i nostri gusti anche se evito di usare musica italaina o musica straniera di cui ho ormai imparato le parole. Meglio qualcosa che non capisco ancora, qualcosa in cui i suoni assumo il significato che io voglio così da forzare la canzone ai pensieri e tracciare una sottile linea di una ancora friabile pseudotrama.
Se poi posso unire musica e viaggio allora la magia è completa e la storia bussa alle mie porte facendosi prepotentemente largo, pretendendo la mia attenzione e reclamando a gran voce il suo ruolo di prima donna.
E’ un alchimia fantastica: movimento e musica.

Uberto Ceretoli ha detto,
Gennaio 4, 2008 a 1:38 pm
Movimento e musica è senz’altro una combinazione eccezionale per favorire l’ispirazione. Io però traggo le mie idee migliori quando sono sotto la doccia!
marghe ha detto,
Gennaio 4, 2008 a 2:43 pm
Ciao Umberto è un vero piacere riaverti fra queste pagine! Sotto la doccia??? sarà che in casa mia vivono i pinguini, ma sotto la docca ispirazione non ne trovo quasi mai ^__^
charles_bukowsky ha detto,
Gennaio 4, 2008 a 5:05 pm
a me le idee vengono soprattutto a letto.
finito di ridere e di pensare ad ambigue allusioni?
bene. riprendo il discorso: mi vengono sopratuttto a letto ma poi non è detto che trovino immediatamente forma su carta. di solito non annoto nulla, lascio tutto lì in un cassetto del cervello, quel che rimane dopo la selezione naturale data dal tempo vuol dire che è buono, o perlomeno che è destinato a rimanere. per il resto, quando decido di mettermi a scrivere, mi siedo e lo faccio. x mia fortuna la pagina bianca non esiste. mi siedo e scrivo, a volte anche cose sconlusionate, a volte parto da descrivere una scena banalissima tipo il baretto davanti a casa, e poi situzioni o personaggi prendono vita da sè. per lo più il materiale che esce da queste sedute così anarchiche ed istintive è ciarpame, altre volte ne sono nati racconti che han vinto premi, altre volte ancora, fatte le dovute pulizie, capitoli di romanzi… in sintesi, il mio metodo è di non avere metodo…
marghe ha detto,
Gennaio 4, 2008 a 5:44 pm
al letto??? (risatina di allusione perfida)!!!
Scherzo!!!
Interessante come metodo non metodo!
Lestat ha detto,
Gennaio 4, 2008 a 9:24 pm
Ci tormenta tutti, ma belle! çOç
violante ha detto,
Febbraio 27, 2008 a 3:37 pm
Vorrei invitarti nel nostro spazio. Spesso parliamo di giovani autori e case editrici che puntano sui giovani….
tandreamer ha detto,
Ottobre 29, 2008 a 7:39 am
Sono d’accordo, la mia piu’ grande libertà è dentro la mia macchina con la mia musica.