La pietra dal cielo

Con questo titolo suggestivo inizia la lunga serie di volumi dedicata alle Cronache di Camelot una versione puramente storica del miti del più famoso condottiero britannico. L’originalità di questo lavoro coniste nel far cominciare la storia non con Artù, o suo padre, bensì con suo nonno: Pubblio Varro. Varro è un veterano delle legioni africane che dopo un infortunio alla gamba che lo ha reso zoppo torna nelle sue terre per dedicarsi al mestiere ereditato da suo nonno: il fabbro. La Britannia di Varro è una Britannia post colonizzazione romana. L’ordine e la propserità lasciati da questo impero ormai in decadimento sono minacciati e gli uomini si aggrappano ai tempi passati rimpiangendo gli “alleati” che avevano sottratto la penisla al caos e all divisione in piccle fazioni, rendendoli quindi un gruppo.

Il nonno di Varro oltre a lasciargli la fucina e attrezzi vari gli lascia in eredità persino un pugnale forgiato con una lega caduta dal cielo con un meteorite (anche se non si specifica credo si tratti di acciaio), un pugnale che non arrugginisce e con gli anni è rimasto affilato e lucido. Per ragioni varie Varro viene a sapere da Luceia, sorella del suo comandante e intimo amico Caio Britannico, che nei pressi della proprietà di quest’ultima molti anni primaera caduto un metoerite. L’orgoglio di fabbro di Varro viene solleticato e con ingegnose opere di bonfica riesce a strappare la roccia celeste ad un lago. Al suo interno trova ilmagnifico minerale. Dopo averlo estratto sa che non può sprecare un simile tesoro per una semplice daga, cos’ lo fonde e lo cola in uno stampo creandone una statua di donna (la famosa signora del lago) in attesa che l’idea giusta sopraggiunga. Nel frattempo fra Luceia e Varro scocca la scintilla.

Interessantime e accuratissime sono le descrizioni della Britannia abbandonata a se stessa, e fra le parole di Varro e Caio emergono chiaramente i costumi politici di Roma, la sua organizzazione militare e persino le abitudini domestiche dei romani, infatti lo scrittore si dilunga molto sull’uso delle terme (diciamo che i suoi pg sono ossessionati dalle terme, le adorano ^__^). Ma non solo persino l’affascinante arte della manipolazione dei metalli è fedelmente descritta.
Questo romanzo nonostante sia stato scritto da un uomo (che in questo si sa sono carenti) da il giusto spessore ai sentimenti che siano essi amore, amicizia, legame padre-figlio.

A tutt’oggi la saga mi sembra sia in prosecuzione, e devo ammettere che mi costringo a comprarne un volume all’anno così da gustarmelo per bene, come si fa con un buon vino: a piccoli sorsi!!!

2 Commenti

  1. Lestat ha detto,

    Dicembre 27, 2007 a 11:05 pm

    Mi manchi tu.
    Mi mancano le tue storie.
    Mi manchi tu.
    Mi mancano i tuoi colori.
    Mi manchi tu.
    Le tue rose, le tue mani, i tuoi sorrisi.

    Lestat

  2. marghe ha detto,

    Dicembre 29, 2007 a 12:52 pm

    Mio principe… le tue parole mi riempiono di ardore… disegnerò nuovi sentiri con i petali delle rose della Gabbia… altre avventure ci attendono!


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