Pubblicazione fai da te!!!

Ebbene si, ci sto pensando anche io, non perchè mi ritenga un genio incompreso dagli editori nazionali e neppure per stringere fra le mani la copia di un libro con il mio nome sopra. In realtà mi interessa fare un bel esperimento e vedere che ne esce fuori. Ultimamente sto pensando di appendere al chiodo molti delle mie vecchie passioni. Ho dovuto rinunciare all’equitazione per via della salute, alla piscina perchè qui non se ne trovano, al decupge perchè i prodotti costano una cifra, ai puzzle perchè dopo aver finito quello della Torre di Babele (4 settimane: 5 ore di notte e 2 il pomeriggio. Sono la maga dei puzzle) non ne troverò altri pari bellezza e ricominciare nuovamente una torre di Babele per me proprio non se ne parla (l’altra era un regalo per un mio caro amico impedito con i puzzle che comunque li usa per riempire le pareti dell’ufficio e fare bella figura con i clienti). Quindi nel tempo libero non ho altro da fare che scrivere… la vita sociale la lascio al sabato… le relazioni interpersonali non possono pretendere la compartecipazione volontaria della mia mente durante il resto della settimana. Ora tutto questo scrivere sta diventando troppo fine a se stesso, quindi visto che con il sito avevo realizzato una buona percentuale di gradimenti vediamo con il formato cartaceo che succede.

La scelta dell’editore (che parola grossa) è ferma su questi due servizi di pubblicazione. A parità di formato e di numero di pagine il servizio di Lulu costa un po’ meno rispetto a Boopen, ma su quest’ultimo il codice Isbn è gratis mentre su Lulu devi sborsare sui 100 euro o giù di lì. Con il codice Isbn puoi registrare il libro su amazon, ibs e altri portali simili, senza ti attacchi al tram e fai affidamento sulle tue capacità (non ridete).

Ora le domande che mi porgo e che con molta non chalance giro a tutti voi è la seguente:

  1. Comprereste il libro di un autore autoprodotto?
  2. Avreste problemi a comprarlo su Lulu o preferireste trovarlo su IBS et simili?
  3. Devo comprare un nuovo puzzle della torre di babele e metterlo nel mio ufficio per impressionare i miei clienti?

13 Commenti

  1. Davide ha detto,

    Dicembre 20, 2007 a 1:42 pm

    Credo che la questione non sia se comprerei su Lulu.com, ma cosa comprerei su Lulu.com.
    Avendo una buona garanzia di qualità, nessun problema.

    Niente contro Lulu.com, casomai, parecchio contro parecchi autori che lo bazzicano:
    storie brutte
    scritte male
    editate peggio

    La qualità dei testi che si ritrovano è molto molto variabile, con una predominanza di edizioni pessime.
    Le cose migliori, guarda caso, le fanno vere e proprie case editrici (penso a una cosa come la neozelandese RedBrick), che si limitano ad appoggiarsi a Lulu come stamperia.

    Di fatto, scegliere di uscire su Lulu significa quindi scegliere di essere presentati insieme a montagne di spazzatura.

    Quindi, comprerei il tuo libro su Lulu?
    Beh, convincimi che è un buon libro, e non vedo perché no.

    Ed alla fine è attorno a questo, che ruota tutto – l’autore autoprodotto, oltre ad essere un buon autore, deve anche essere un buon editor, un buon grafico, e un buon markettaro.
    I più pensano di poterne fare a meno – e stampano su Lulu delle porcherie che grazie al cielo non vendono, o squalificherebbero ancora di più tutta la categoria.

  2. marghe ha detto,

    Dicembre 20, 2007 a 3:03 pm

    infatti è questo il mio cruccio, confondermi con la robaccia!

  3. Davide ha detto,

    Dicembre 20, 2007 a 3:17 pm

    Già.

    Io, dovendo mettere giù una lista di idee per sollevare un prodotto al di sopra della spazzatura che intasa Lulu, direi

    . ISBN – in modo che anche le librerie on-line possano ordinare e rivendere il volume.

    . una buona copertina – assoldare un professionista per l’illustrazione potrebbe non essere una cattiva idea. E poi si deve tenerein menteche la copertinanon è solo immagine e titolo, ma deve avere un certo design.

    . editing e impaginazione professionali – un font di buon gusto, testo giustificato, niente refusi, formattazione consistente…

    . un sito di presentazione che riprenda illustrazione e design e che regali un capitolo in formato pdf per fare in modo che i lettori si facciano un’idea non solo della qualità del testo, ma anche della qualità dell’oggetto.
    Non sarebbemale poi avere un booktrailer (lo si fa con flash o con synfig) breve e di buon gusto da piazzare in giro sulla rete… YouTube, MySpace, siti e blog di amici e supporter etc.

    . su Lulu.com, un’etichettatura di genere che permetta in caso di ricerca di sfuggire alla gran massa di orrori perpetrati ai danni della letteratura di genere: lo scopo è quello di fare in modo che in caso di ricerca per genere, il nostro libro venga fuori fra i primi tre, e in compagnia di soli cinwque o sei volumi e non di duecento.

    Tutto questo è complicato, lungo da mettere inpiedi e costa.
    E’ per questo che io continuo a dire che gli autori di guerriglia dovrebbero fondare una specie di Confraternita della Filibusta nella quale ci si aiuta – io faccio da editor per il tuo libro, tu disegni la copertina per il mio etc.
    Un sistema del genere, oltretutto, garantirebbe un maggior controllo sulla qualità.

    Ma credi che sia possibile?
    Ah!

    [però io tutte queste idee me le copio, le frullo e poi le ripropongosul mio blog, o magari su quello di Alia]

  4. marghe ha detto,

    Dicembre 20, 2007 a 3:39 pm

    Ottimi consigli Davide, mi fido molto di te in questo campo visto il tuo blog e gli argoemnti trattati. In quanto alla Filubusta ci stiamo lavorando io e altri ragazzi è un progetto che è nato da poco (il forum c’è da un bel po’) se vuoi venire a farci vistita l’indirizzo è nel blogroll in fondo alla pagina (dovrei tirarlo su) POETI E SCRITTORI

  5. Lozio ha detto,

    Dicembre 21, 2007 a 12:42 pm

    io comprerei opere autoprodotte.. ma preferirei in libreria..

  6. Dicembre 21, 2007 a 3:05 pm

    [...] come capita spesso, quasi contemporaneamente, sul blog di Marghe compaiono le seguenti domande Ora le domande che mi porgo e che con molta non chalance giro a tutti [...]

  7. marghe ha detto,

    Dicembre 21, 2007 a 6:09 pm

    per la serie… siamo in sintonia!!!

  8. charles_bukowsky ha detto,

    Gennaio 3, 2008 a 4:00 pm

    1) non avrei il minimo problema, anzi
    2) meglio IBS, molto meglio.
    3) niente più torre di babele. piuttosto fai fare un puzzle con la copertina del libro autoprodotto con lulu o boopen così il cliente si incuriosisce…

  9. marghe ha detto,

    Gennaio 3, 2008 a 5:30 pm

    Bocow!!! ottima idea… la segno sull’agenda!!!

  10. Anusha2007kk ha detto,

    Marzo 16, 2008 a 4:46 am

    What an interesting way to get people interested in reading! Book trailers are like movie trailers,A but for books! You can find them all over the internet now, but here is a site that’s featuring them on YouTube. http://www.youtube.com/booktrailers

  11. Linda ha detto,

    Agosto 17, 2008 a 2:47 pm

    Allora… premetto che gestisco un sito dedicato agli scrittori esordienti e che ormai di Lulu e Boopen ne ho fin sopra le orecchie, li ho girati e rigirati tutti senza capire perchè esistano.

    Boopen ha in catalogo solo EMERITA PORCHERIA. Si salvano un paio di libri, di Luana Troncanetti e di Patrizia Ines nonmiricordoilcognome.

    Lulu, in quanto a qualità narrativa, è apparentemente più alto. E sicuramente fornisce un miglior servizio di quella robaccia di Boopen.

    Il punto, alla fin fine, è questo: in internet nessuno compra libri. Già è difficile scegliere un buon libro quando lo hai tra le mani e puoi leggere qualche stralcio per vedere lo stile dell’autore…figuriamoci quando puoi basarti solo su quattro righe scritte (male) dallo stesso autore.

    E l’altro punto è questo: gli autori respinti spesso non lo sono solo perchè l’editoria punta ai grandi nomi. La piccola ed onesta editoria (dalla quale ESULA quella a pagamento) punta molto sugli esordienti, ed è disponibilissima a pubblicare un valido scrittore esordiente (vedi: Villaggio Maori Edizioni, Galaad, Parole Sparse)
    La stragrande maggioranza degli esordienti è stramaledattamente convinta di essere un genio letterario…

  12. caio ha detto,

    Gennaio 24, 2009 a 11:04 am

    ciao a tutti , io sono alla 4 pubblicazione con boopen , sicuramente non sono un genio della letterario ma credo di scrivere cose ” carine ” vorrei rispondere e mi dispiace farlo solo oggi a linda , anche se gestisci un sito dedicato agli scrittori , non vuol dire che tu sia un esperta in letteratura .
    Non è carino scrivere che il catalogo si trova solo EMERITA PORCHERIA ,
    quanti romanzi sei riuscita a leggere ( chiaramente del catalogo boopen ) ?
    comunque ……. possono non piacerti ma sempre di opere letterarie trattasi .
    chiamarle porcherie e poco serio , ancora di più se scritto da una ragazza che afferma di dirigere un sito letterario .
    grazie da parte di tutte le persone che impiegano parte del loro tempo a scrivere mettendoci la passione .

  13. Francesco ha detto,

    Ottobre 7, 2009 a 10:36 pm

    Cara Linda, anch’io sto per pubblicare con Boopen dopo un’attenta scelta: è l’editore che mi garantisce i maggiori guadagni ed una visibilità a portata di mouse. Inoltre posso occuparmi dell’impaginazione, della correzione, della creazione della copertina e del booktrailer. La piccola ed onesta editoria offre una miseria per i diritti d’autore, e preferisco essere un invenduto di qualità piuttosto che arricchire delle case editrici che pubblicano titoli selezionati e corretti (da chi? professionisti dalle oscure competenze?), e che infine mi scarabocchiano la copertina. Oggi l’editoria va male perchè i distributori detengono la fetta di torta più grande, gli agenti letterari si sono messi a fare i politicanti, gli editori credono di saperne più degli scrittori, e molti scrittori credono di essere geni letterari (condivido la tua ultima tesi). Ma qualcosa sta cambiando. Su internet pochi comprano libri, ma la gente sta imparando che è più comodo farsi portare il libro dentro casa, ad un prezzo inferiore, che naturalmente deciderà l’autore grazie all’elasticità dell’editore online, con buona pace degli agenti letterari e altri parassiti.


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