Colleziono in una bella cartelletta color rosa shock una mole non discutibile e non trascurabile di offerte di pubblicazione. Onestamente valgono poco e niente dato che sono state proposte da case editrici a pagamento, ma sono un tocca sana quando in preda ad una crisi esistenziale e mistica prendo la coattiva decisione di abbandonare a metà un romanzo e magari dedicarmi all’hobby della raccolta differenziata. Accanto alle proposte delle case editrici a pagamento ci sono poi i rifiuti della Majors che per evitare di perdere tempo (perchè il tempo è denaro) non solo forniscono a tutti i poveri autori la medesima risposta, ma se la passano anche fra di loro, magari come allegato mail in formato .doc così l’unico sforzo che devono fare è incollarci su il nome e il logo.
Questo post non è però dedicato alle majors (alle quali dedicherò senz’altro un ampio spazio in seguito) ma alle proposte editoriali a pagamento.
La più ridicola di tutte pretendeva l’esborso di quasi 700 euro per l’editing di circa 50 pagine del mio romanzo e la distribuzione di queste cinquanta pagine a contatti e librerie e poi in caso le famose 50 pagine fossero piaciute forse avrei potuto sborsare i restanti 3000 euro per completare l’editing e vedere il mio libro far parte di una collana che su IBS (internet bookshop) nemmeno esiste e che quindi non sarà mai disponibile alle normali librerie italiane.
Il secondo posto per l’offerta più ridicola spetta invece alle case editrici che con una bella letterina ti informano che dopo “un’attenta e accurata selezione” il tuo romanzo è stato scelto fra milioni di altri romanzi per essere pubblicato. L’editore non pretende alcun tipo di partecipazione dell’autore alle spese di editing, impaginazione, redazione, ma… (i ma ci sono sempre) siccome stanno investendo su di te, siccome Prodi e la finanziaria incombono sugli italiani e in special modo sugli imprenditori (e sì perché in Italia essere imprenditori è un crimine e fare i comunisti griffati è lo sport nazionale)… dicevo c’era il ma e poi mi sono persa. Il ma è che l’autore poveretto deve aiutare l’editore e quindi compare dalle 100 alle 200 copie del suo stesso libro (anche se non sa che farsene) e ad un prezzo vantaggioso rispetto all’acquirente normale. Solo che dato il numero delle copie si arriva ad un valore pari all’intero investimento che la casa editrice dice di aver fatto per te. In questo modo non li stai solo aiutando, ma ti stai autoproducendo e anche a caro prezzo.
Il terzo posto spetta invece ad un altro tipo di truffa. Un’anonima casa editrice che però su IBS esiste ti propone un contratto di pubblicazione sempre gratuito in cui si prende i diritti dei tuoi libri per venti – trent’anni, magari gli cedi anche il primo figlio così lo fanno lavorare a nero nel loro organico. Poi, però, cominciano a dirti con parole gentili: guarda il tuo libro è fatto bene, è scritto bene, forse forse ci sono anche pochi errori da correggere (ma figuriamoci se ogni volta che uso il controllo grammaticale ne salta fuori uno nuovo) però (questa volta è il turno del però) però… il problema è l’impaginazione e la copertina. Tu allora che sei la maga di Word e usi funzioni che nemmeno Bill Gates conosce, proponi semplicemente che ti diano le misure della pagina, dei margini e i dati per realizzare l’immagine di copertina. Ma immediatamente nel bel mezzo della discussione che sia orale sia via mail qualcuno perde le staffe perchè hai detto cose che non possono essere dette, come se margini e formati fossero la ricetta magica di un potente stregone al quale stai rubando un incantesimo in grado di sterminare la razza umana. Così dopo esserti sorbita una bella ramanzina sulla tua scarsa capacità imprenditoriale, sulla tua impossibilità genetica di settare word con le loro misure ti viene abilmente proposta la collaborazione con un designer che realizzerà per te la migliore copertina del mondo (una versione seppia di quella che tu avevi già realizzato da sola) e farà anche lo sforzo di impaginarti il testo, il tutto al modico prezzo di 2000 euro iva esclusa (caso mai ti saltasse in mente di richiedere la fattura).
Ecco dunque riassunta in tre punti la mia esperienza con le case editrici a pagamento, tutto documentato attraverso lettere e mail. Se qualcuno di voi è stato invece più fortunato di me non mi resta altro che prostrarmi in uno svolazzante inchino e rendervi omaggio, perchè avete vinto sul sistema.

thedigger ha detto,
Ottobre 2, 2007 a 11:35 pm
Ciao. Hai un blog interessante, ti ho aggiunto al mio blogroll. Buon lavoro!
Anonimo ha detto,
Ottobre 6, 2007 a 7:02 pm
6 forte!
Julian ha detto,
Novembre 22, 2007 a 2:50 pm
Brava, ogni voce forte e decisa come la tua è una picconata nel muro dell’editoria italiana. Tutti ci abbiamo sbattuto la testa, in quel dannato muro; molti continuano a sbattercela, sperando di trovare quel passaggio che solo uno su mille(o su diecimila, o su centomila, fate voi) trova. “Ma porca miseria…” dice ogni aspirante Dickens “Tutti hanno scritto almeno un libro, dalla Littizzetto ai Fichi d’India e a Materazzi, che si è deciso a svelare tutti i segreti della testata di Zidane(mica poteva farlo in TV, via…); mi chiedo che cosa aspetta Cassano a scrivere il suo bel libro… Ed io che a scuola ero il più bravo di tutti in italiano devo fare il pony express?” Ecco, io lo immagino così, l’esordiente-tipo, con quel pizzico di narcisismo che è proprio degli artisti (o presunti tali) e che è fonte di immeritate fortune per centinaia di ciarlatani, abili a pizzicare le corde della vanità con elogi più finti dei soldi del Monopoli…
Non cascateci, amici esordienti, non cascateci! Anch’io sono un esordiente, ormai rassegnato a rimanerlo a vita, ma soddisfatto di non aver sborsato un solo centesimo agli editori a pagamento. Meglio un manoscritto ingiallito nel cassetto che un conto in banca prosciugato…
marghe ha detto,
Novembre 22, 2007 a 6:20 pm
Eh Eh! Condivido pienamente il tuo sdegno Julian! Tornerò presto sull’argomento magari raccattando qualche testimonianza.
Julian ha detto,
Novembre 24, 2007 a 2:24 pm
Cara Marghe, degli editori a pagamento è stato scritto di tutto, e non ho certo la pretesa di dire qualcosa di nuovo; vorrei però porre l’accento su un aspetto del problema a parer mio basilare ma finora poco dibattuto: ricordatevi(mi rivolgo ovviamente a tutti gli aspiranti scrittori) che nessun editore pubblica un’opera per fare un favore al suo autore; egli è un imprenditore, come lo è il fornaio o l’immobiliarista, e come tale agisce unicamente per trarne profitto. Da un punto di vista giuridico, l’editore fa semplicemente questo: vende libri. Non li stampa, perché quello lo fa il tipografo; e non è il libraio a venderli, perché quella è una figura intermediaria, come lo è il distributore. La triste realtà dell’editoria italiana non la scopro certo io: nel nostro Bel Paese si contano a malapena tre milioni di “veri” lettori(cioè quelli che acquistano almeno un libro al mese), considerando anche quelli che acquistano solo opere attinenti alla loro professione; per contro, nel complesso sono oltre SETTECENTOMILA(!) i titoli disponibili sul mercato, ed ogni anno, solo in Italia, sono circa CINQUANTAMILA ad aggiudicarsi il codice ISBN (è lui che distingue il “libro stampato” dal “manoscritto nel cassetto”, ma solo un quinto di questi ultimi ha l’onore di prendere polvere sugli scaffali di una libreria (per un esordiente, vendere MILLE COPIE di una prima edizione è considerato un successo…). Naturale che in una simile valle di lacrime qualche editore ha trovato comodo e facile vendere le opere ai suoi stessi autori: perché arrabattarsi a trovare migliaia di clienti quando se ne ha tra le mani uno, ma generosissimo? I libri non fanno granché gola, nella nostra patria di santi, poeti e navigatori: ma le illusioni sì, si pagano salate quelle, talvolta anche indebitandosi. Adesso asciugatevi pure le lacrime, amici esordienti; e se credete ancora a Babbo Natale fatevi un bel viaggio il Lapponia, che vi costa sicuramente meno che rivolgervi ad un editore a pagamento. Chiudo con una massima di Leo Longanesi: “L’Arte è un appello al quale rispondono in tanti senza essere stati chiamati”
emme ha detto,
Aprile 21, 2008 a 12:13 pm
tutto giusto e tutto vero. sono uno scrittore ex esordiente, con un grande sogno: divenirlo e basta. mi viene francamente male quando vedo pubblicazioni che…inutile dirlo, è palese. dico ex esordiente, perchè uno l’ho pubblicato, a pagamento: quando si ha un sogno è difficile mantenrsi saldi. una casa nota(nel senso delle proposte a pagamento) a che mi è servito? a venderlo, regalarlo e siccome mi avevano anche rifiutato, salvo poi ri-accettare i miei scritti dopo 4 mesi di mie correzioni – anche a credere che forse forse, non erano poi così malaccio. malaccio come molte altre invece. ognuno di noi ha forse la cartelletta con i suoi scritti, ma quanto è difficile per chi davvero ci crede, per chi non fa che scrivere, sognare di farcela, mettere tutto dietro a questo – quanto è difficile accettare di non poter avere un indirizzo, un “qualcuno” che ci presenti alle persone giuste, l’incontro, il colpo di fortuna, la mail giusta? e allora io chiedo. a pagamento no. ok. e dunque, a chi mandarli?
No. Io non ci sto a vedere il mio sogno distrutto così, in un attimo. Federico Moccia ha venduto persino in Francia e ha scritto libri che fanno pena ai cani. Sarò un'illusa,una pazza, una masochista ma io non ho intenzione di arrendermi. ha detto,
Aprile 22, 2008 a 11:48 pm
http://www.writersdream.forumfree.net
Fabrizia Scipioni ha detto,
Maggio 28, 2008 a 3:37 pm
Però, ho visto un sito di Repubblica Espresso che può essere molto interessante. Guardatelo, è- ilmiolibro-.
FABRIZIA SCIPIONI ha detto,
Giugno 2, 2008 a 6:34 pm
E volgio segnalare anche il sito di Babele per le recensioni.
Credo che sia dura, ma voglio credere ancora alla famosa ghianda.
Stiamo a vedere e auguri di meritocrazia.
Roberta ha detto,
Giugno 17, 2008 a 3:39 pm
Ragazzi, il bello per me è stato quando, circa un mese fa, mi chiama il tipo di una casa editrice di Roma, alla quale avevo inviato due capitoli del mio romanzo. Il tipo in questione mi fissa un appuntamento per il giorno successivo, entusiasta del mio scritto. Inutile dire che ho perso la mattina intera. Dopo due ore (due ore effettive!) durante le quali mi parla delle loro pubblicazioni, della loro rivista, della bellezza dei loro libri, e piripin parapan, mi chiede l’acquisto di 500 copie a prezzo pieno di copertina. Faccio un rapido calcolo, realizzando che mi stava chiedendo più o meno 5000 €
Ma il colmo lo raggiunge quando, una settimana fa, mi chiama al cell. per propormi di scrivere per la sua rivista. Io gli chiedo: “E a me che mi entra in tasca?”
La risposta è stata la seguente: “Niente, ti sto dando la possibilità di farti conoscere”.
Si, dal popolo delle università, perchè è li che la rivista viene venduta. Alla strabiliante cifra di 6,00 euro!
Anonimo ha detto,
Luglio 1, 2009 a 4:34 pm
Stai parlando de “Il Filo” editore??
Julian ha detto,
Settembre 16, 2008 a 5:27 pm
Se mi si passa l’immodesto ardire di dispensar consigli ai cari compagni di sdegno e di disillusione, eccone uno: non scrivete qualunque cosa vi aggradi. Dei vostri fremiti adolescenziali e delle vostre avventurose vacanze in Australia non importa un fico secco a nessuno. I gialli di Agatha Christie si vendono in edicola a un euro a copia: difficile che qualcuno sia disposto a spendere di più per le intriganti indagini del vostro commissario Rossi per le vie di Quarto Oggiaro o del Tufello. Quello che pensate degli inquilini di Palazzo Chigi può anche essere più interessante rispetto a ciò che pensa Bruno Vespa: peccato che non vi conosca nessuno, mentre il capofila della folta schiera di italici cerimonieri di corte, abruzzese come il Cardinal Mazzarino, lo conoscono tutti. Inutile che prosegua, il senso è chiaro: siate originali, anche stravaganti piuttosto, ma mai banali. Il saper scrivere è affare di pochi, ma non lo si confonda con la pura erudizione: Vittorio Sgarbi potrà anche vantare una cultura formidabile, ma i suoi scritti dovrebbero essere venduti in farmacia, come alternativa alle benzodiazepine. Ciò non toglie però che prima di cimentarsi a scrivere occorre leggere, e tanto. Ma non leggete Moccia e Littizzetto per favore: leggete Balzac, Twain, Fitzgerald, Pilniak, Keruac, Waltari… Poi, fra i tanti soci di questo triste e affollatissimo club, ci sarà pur qualcuno che merita di passar per la cruna dell’ago, no? L’importante è ricordare che non è pagando che trasformerete quella cruna nella Porta di Brandeburgo: è il vostro ingegno che deve essere apprezzato, non i vostri soldi
Anonimo ha detto,
Ottobre 29, 2008 a 3:04 pm
so bene quello che passa un esordiente convinto, con buone capacità: io sto ancora combattendo per il mio libro e mi è successo di tutto di più … una volta che questa vicenda sarà conclusa racconterò in un libro che metterò online tutto quello che è successo perché voglio che la gente sappia come il lavoro intellettuale nn è minimamente rispettato in questo paese. Ho scritto tantissimi articoli ma questo è il mio primo romanzo. Mi sono trovata, ahimé, ad essere un esordiente con un romanzo a contenuto storico-scientifico inedito. Ho pertanto messo un blog sul libro. Mentre cercavo di pubblicarlo una grande casa internazionale di documentari, nn faccio nomi, ha iniziato a girare un documentario sopra lo stesso personaggio storico e sulla stessa vicenda….) Nel frattempo, il mio libro è stato distribuito dall’editore che doveva essere un mio amico senza neanche essere messo sul suo sito. In altre parole il mio libro circolava senza essere presentato ufficialmente. Ora l’ “editore” ha deciso di interrompere il contratto…adducendo come causa il fatto che non può più continuare la sua attività editoriale. Che tristezza…
NoeNoe ha detto,
Febbraio 9, 2009 a 3:39 pm
ehilà! Grazie per il post
Questa è la mia esperienza, fin’ora trascorsa…
- una casa editrice rammaricata che io non sia passata entro i primi 3 posti del loro concorso, attraverso il quale avrebbero sostenuto tutte le spese per la pubblicazione. Ma nonostante ciò, essendosi la mia opera classificata molto in alto (ehhhh già), propongono di pubblicarmi alla modica cifra di 6000 euro (ebbene sì, spudorati fino a questo punto), citando padrini che mi avrebbero sicuramente fatto da sponsor del calibro di Leonardo Pieraccioni (ma non era un regista?) e tanti altri..
- la seconda, più modesta, proponeva solamente 1850 euro
- il terzo, invece mi fece una specie di PROPOSTA INDECENTE, del tipo “signorina, ho ancora dei dubbi sulla sua opera, se passa da Milano e viene a trovarmi nel mio studio ne riparliamo con più calma…”
VERAMENTE SCANDALOSO!
Ayame ha detto,
Febbraio 11, 2009 a 7:26 pm
http://scrittoriesordienti.wordpress.com/2009/02/11/deinotera-e-la-diffida/
Una nuova vicenda legale che vede coinvolti noi del Writer’s Dream, blog “contro” l’editoria a pagamento e una diffida da parte della Deinotera…
Ale1979 ha detto,
Marzo 13, 2009 a 8:40 am
Ciao, il tuo blog è molto interessante. Io qui vedo molta gente che ha esperienza di edizioni a pagamento. Secondo voi un editore che:
1- Ti cura tutto l’editing
2- Ti cura la parte grafica
3- Ti cura la parte pubblicitaria (contatta lui stesso le librerie per piazzare la tua opera e quindi tu non devi girare come un venditore ambulante senza licenza in cerca di clienti)
4- Pubblica il tuo libro con codice ISBN e tutto il resto in regola
5- Ha un grosso distributore che arriva in tutta Italia praticamente in tutte le librerie (a parte la Giunti)
6- Non ti chiede di comprare copie ma un contributo di circa 3€ a copia per la prima tiratura (600 copie) mentre le successive eventuali ristampe sono a suo totale carico
Com’è da considerarsi? Un ladro totale come tutti gli altri oppure una proposta editoriale un po’ più seria di altre?
Ayame ha detto,
Marzo 13, 2009 a 8:55 am
Guarda, spesso dipende dalle condizioni contrattuali. In ogni caso, l’editoria a pagamento non è solo nera, ci sono anche dei buoni editori che chiedono contributi.
Se vuoi contattami all’indirizzo redazione@writersdream.org
FABRIZIA ha detto,
Marzo 20, 2009 a 3:08 pm
Ho una bellissima novità, Libertà edizioni pubblica roba di spessore senza chiedere niente, anzi con un altissima percentuale sulle vendite, sia di e-book che cartaceo. E cerca anche investitori.
Forza!
FABRIZIA ha detto,
Marzo 20, 2009 a 3:11 pm
Guard io per i miei primi due romanzi ho fatto guadagnare un sacco ali editori, soprattutto per il secondo….Io non ho guadagnato niente di nient, eppure ho venduto…Ora ho detto basta, e dopo una bella litigata, sono arrivata da Libertà Edizioni e Felice Scipioni. Se devo fare guadagnare scelgo di farlo fare a chi lotta per un ideale.
doris ha detto,
Giugno 27, 2009 a 8:41 am
so che tipo di servizio http://www.writersdream.forumfree.net possa fornire giacché a dirigerlo è una minorenne, Linda Rando, (ma forse c’è qualcuno ben più esperto e motivato alle spalle) che viene continuamente diffidata e querelata da gente che nell’industria culturale i galloni se li è conquistati anno dopo anno con duro lavoro e fatica.
Inoltre, il sospetto è che Linda Rando sia solo l’esecutrice non perseguibile penalemnte di iniziative editoriali ai più sconosciute e che non brillano certo per qualità.
Ayame ha detto,
Giugno 27, 2009 a 12:59 pm
A-ehm. Un attimo di silenzio e d’attenzione, prego: Doris non è altri che La Zisa sotto altro nick. La Zisa editore e Doris hanno commentato entrambi sul mio blog e gli ip sono assolutamenti identici.
La Zisa, Doris, i troll e i misteri del web « Scrittori esordienti – il blog di Writer’s Dream ha detto,
Giugno 29, 2009 a 11:07 am
[...] dei post di blog di WordPress ai quali sono iscritta, ricevo per mail la notifica che Doris appare anche qui. Non ho idea se la nostra famigerata troll abbia appestato altri pezzi di rete, non ho perso tempo [...]
Luca78 ha detto,
Giugno 29, 2009 a 6:21 pm
Ciao a tutti sono l’amministratore del portale “L’isola della poesia”, che si occupa anche di editoria e di scrittori emergenti.
Complimenti per il blog e per questo articolo, a mio avviso molto importante.
Propongo a chiunque legga qui o su altri forum/blog analoghi, di dare più risalto e più diffusione possibile a questi fatti affinchè possano servire se non altro a far aprire gli occhi ad altre persone.
Da parte mia, ho linkato questo interessante articolo sul blog del mio portale, cioè qui:
http://isoladellapoesia.wordpress.com/2009/06/29/editori-a-pagamento-e-writers-dream/
Invito tutti a fare lo stesso, anche a favore di altri blog che parlano dello stesso argomento, per fare luce su certe oscure manovre.
YamiSanada ha detto,
Giugno 29, 2009 a 8:57 pm
Buona sera a tutti!
Sono una ninja lurker di sito e forum.
Di solito me ne sto buona buonina per i fatti miei, ma questa volta ci tenevo a farmi sentire per esprimervi anche il mio sostegno e per diffondere questo articolo: La Zisa lo merita. Tanto impegno nel fare una figura di morchia come questa va premiato ^__^