Exalibur la saga di Bernard Cornwell

Immagine di Excalibur - IImmagine di Excalibur - IIImmagine di La torre in fiamme

 

Immagine di ExcaliburImmagine di Excalibur

Non sono brava con i riassunti quindi lascio il compito a chi ne è più capace. Di mio posso dirvi solo che è una saga che merita di essere letta perché presenta la leggenda che tutti noi conosciamo sotto una veste diversa e molto intrigante.

FROM IBS

IL RE D’INVERNO

Il grande Uther, re della Dumnonia, è morto. Come erede ha lasciato un bimbo di pochi mesi, nato nel cuore dell’inverno, debole e inerme: il nipote Mordred. Solo Artù, generoso guerriero, potrà proteggerlo dalle forze avverse e condurlo al regno. Solo lui potrà opporsi con la magica spada all’assalto dei Sassoni da oriente. Ma quando il valoroso reggente rifiuta un matrimonio di Stato per inseguire la bella Ginevra, la guerra con i vicini della Dumnonia si fa inevitabile. Dentro la Britannia la forza si raccoglie su Excalibur per la prima sfida. Con Il re d’inverno ha inizio l’avvincente saga del Medioevo celtico, magica e avventurosa.

IL CUORE DI DERFEL

Artù è stretto nella morsa dei nemici della Dumnonia. Il terribile re del Powys vuole lavare nel sangue l’offesa arrecata a sua figlia Ceinwyn, ripudiata da Artù a favore di Ginevra. I cavalieri solo grazie ai poteri di Merlino riescono a sopraffare i nemici. La pace, finalmente, potrebbe essere ristabilita, se non fosse che Ceinwyn, promessa a Lancillotto, accende d’amore il cuore di Derfel. Il prode guerriero, colui che ha sconfitto i demoni dell’Isola dei Morti, non ha saputo resistere allo sguardo della principessa. Le prove che lo aspettano per coronare il suo desiderio sono molte. E alla sorte di questo amore è appeso il destino dell’intera Britannia.
LA TORRE IN FIAMME

Al ritorno da una importante missione nell’Isola di Mon, il druido Merlino apprende che la sua torre è in fiamme e che i Tesori della Britannia sono stati rubati dai nemici del regno. Un oscuro presagio, che porterà disgrazie. Infatti mentre Artù cerca di rincondurre alla ragione Tristano, fuggito in Britannia con Isotta, Lancillotto comincia a tramare contro di lui per impossessarsi del regno. E anche Mordred, il giovanissimo re designato, tende tranelli ad Artù e al fido Derfel. Fermare il morbo della divisione e dell’odio, impedire i disegni ambiziosi e fraudolenti di Lancillotto: una difficile missione attende Artù. Mentre le forze magiche da sempre al suo fianco sembrano abbandonarlo.

IL TRADIMENTO

Artù è riuscito vittorioso su innumerevoli nemici, ha visto i più grandi guerrieri cadere di fronte al potere della sua spada. Ma il colpo feroce che lo attende non è quello di un uomo d’armi, bensì di una donna. Ginevra, la principessa amata da sempre, ritenuta ostaggio di Lancillotto, è in realtà alleata all’usurpatore. Diviso nel suo intimo, Artù sperimenta la più amara debolezza umana e sente che l’energia non lo sostiene più. Forse Merlino, rientrato in possesso dei Tesori della Britannia, può aiutarlo. Ma mentre Lancillotto continua a tramare per il potere, ecco che nuovamente i Sassoni muovono all’assalto della Britannia. Artù dovrà riprendere la spada dai molti poteri. E tornare grande

LA SPADA PERDUTA

Riconquistato l’amore di Ginevra, Artù si ritira con lei in Siluria. Ma nuove minacce lo costringono alla lotta. L’infida sacerdotessa Nimue ha rapito Merlino e ora cerca di impossessarsi di Excalibur. Chi impugnerà l’elsa di quella spada divina, infatti, continuerà a regnare. Una sola creatura può opporsi a questi paurosi disegni. Il suo nome è Morgana. Ma nemmeno lei riesce a porre fine agli incantesimi, alle lotte, agli odi cruenti. E Artù è chiamato all’ultimo, decisivo scontro per fermare Mordred, ormai suo mortale nemico. Prima che il mistero si richiuda sulla sua vita di guerriero, prima del portentoso segno finale di Excalibur.

Amici Laici

www.alteredo.org


Dario Fo è per la Resistenza Laica

Video-intervista. Il premio Nobel, l’apologia del dubbio e la diffidenza nella fede: “La Chiesa vuole apparire democratica ma non lo è, e da quando si è immessa nella logica del Potere ha aggiustato anche il Vangelo”.

( Leggi tutto… http://www.alteredo.org/index.php?option=com_content&task=view&id=984&Itemid=68 )

Captain Herlock The Endless Odyssey Outside Legend

Dopo tanta attesa devo dire che nuova avventura del pirata più famoso dell’universo mi ha lasciato l’amaro in bocca. Nulla da togliere alla qualità dei disegni, alla caratterizzazione dei personaggi (soprattutto Yuki Kei che ci ha guadagnato tantissimo), ma ecco che ci risiamo. Più che un outside legend questo è una macedonia con pezzetti presi qua e la. La storia pretende di essere la continuazione della Saga in cui Harlock affronta le Mazoniani (non la SSX quindi), ma riporta in ballo il personaggio di Tadashi come se questo fosse il suo primo incontro con il capitano, quando invece questi due personaggi si sono incontrati proprio all’inizio della saga di cui sopra. Non capisco quindi perchè riportare in campo proprio Tadashi e non creare un nuovo “giovincello”.
A parte questo sono stata felicissima del ritorno di Tochiro, anche se da “morto” alla fine è lui che sistema tutta la faccenda. Ma dal genio che ha costruito l’Arcadia o Alkadia (il dubbio resta) cos’altro ci si poteva aspettare?
Questo non è il primo tentativo di rinfrescare la leggenda del grande Harlock (che in questa serie viene scritto Herlock), c’è già stato un precedente con la Saga dei Nibelunghi. In quella serie, totalmente dislocata dalle prime due Tochiro è ancora vivo e geniale come sempre.
Tanto nella saga dei Nibelunghi quanto in questa, il finale non è un finale, ma con i Jappo ormai dovremmo esserci abituati.
Queste due nuove serie hanno fatto sognare vecchi nostalgici del pirata siderale, ma dubito abbiano trascinato nuovi accoliti fra le sue fila. Harlock è un personaggio troppo lento e silenzioso per la moderna gioventù abituata ad animè davvero chiacchieroni. Eppure nonostante l’amaro in bocca non posso negare di aver gradito questo ritorno. Un dolce ricordo dell’infanzia alla fin fine resta sempre un dolce ricordo dell’infanzia.

Tolkien’s Allergy

Prima di iniziare è meglio premettere che non odio il fantasy. Io adoro il Fantasy, ma quello di qualità, quello originale che si discosta dai canoni ormai comuni a troppi scrittori che sono convinti che basti creare un paese di brava gente, un manipolo di gente crudele e senza scrupoli e un megacattivone per avere una storia. Mi piacciono i libri che mostrano i personaggi nei loro difetti tanto quanto nei loro pregi. Mi piacciono gli sconfitti, quelli che poveracci sembra abbiano il mondo contro e quando riescono ad afferrare qualcosa di bello e importante devono poi battersi per tenerla salda fra le mani e non permettere a nessuno di portargliela via. Mi piacciono gli eroi, gli eroi sbruffoni, egoisti, quelli che non hanno alcun principio morale e che pensano solo a se stessi e al loro piccolo universo. Mi piacciono gli uomini e le donne che si pongono domande e si perdano nei meandri delle possibili risposte confondendo quello che è giusto con quello che è sbagliato; quello che etico da quello che non lo è. Mi piacciono i ribelli che si scoprono conservatori e i conservatori che alla fine si rivelano essere ribelli.
Insomma mi piace leggere una storia in grado di osare.
Molti degli autori fantasy contemporanei e non, esordienti e professionisti non sanno osare. Si limitano a perpetuare fino alla noia stereotipi proposti da altri autori, trasformando il fantasy in una infima sotto categoria della letteratura, relegandola al ruolo di favola complessa per ragazzini e adulti troppo infantili.
Mi spiace dirlo, ma la colpa di tutto questo è della scarsa immaginazione di codesti autori e il loro continuo rapportarsi a miti del passato.

Nel caso degli esordienti vengo colta da panico incontrollato quando magari critico una scelta di dialoghi o di concetti e mi sento rispondere: “Non è sbagliato, anche Tolkien ha detto una cosa simile nel suo Signore degli anelli ecc. ecc. ecc.”
Il mio primo istinto (lo ammetto) è quello di prendere questo presunto autore è sbattergli la testa contro il muro almeno seicento volte (giusto per fare un po’ di palestra).
Possibile che abbia scelto questo comportamento o questo concetto solo perchè lo ha usato Tolkien? Ma perchè non se lo cacciano dalla testa sto tizio? Se qualcuno fa una critica/osservazione sul vostro operato, non bisogna mai, e ripeto MAI, tirare in ballo vecchie mummie. Siete voi l’autore di quel romanzo. Siete voi il fautore di quella scelta. Rispondetemi almeno una volta con: “Dal mio punto di vista la storia deve procedere in questo modo e il perchè lo capirai dopo” o con un’altra cavolata simile, ma vi supplico, vi scongiuro non tirate in ballo Tolkien!!!

Quello che è mio è mio! Quello che è tuo è mio!

Il Titolo di questo post è il riassunto cinico e volutamente impudente della condotta dei nostri attuali politici al governo.
Ma non è di loro che voglio parlare, in fondo si stanno sputtanando da soli e lo stanno facendo anche con una certa rozzezza precedentemente preannunciata dalla controparte politica. Prima di proseguire con il post però permettetemi di dire la mia, anche se può sembrare un’ovvietà o ancora peggio una presa di posizione. Se scandali simili a quelli accaduti durante questi ultimi mesi si fossero verificati durante il precedente governo, la Sinistra avrebbe dato fuoco alle braci aizzando i media contro i loro avversari. Basti ricordare la schifezza mediatica portata avanti durante gli anni di governo della destra.
Se un politico di destra avesse osato proporre una legge che scarcerava i delinquenti la sinistra avrebbe gridato fracassando i nostri poveri timpani. Se il governo di destra avesse promesso aumenti in busta paga e il povero lavoratore ad anno nuovo si fosse trovato con 0.45 centesimi in più la rivoluzione sarebbe stata garantita.
Insomma tutto questo per dire che Berlusconi non è migliore di Prodi, ma sicuramente Prodi è molto peggio di Berlusconi.

Avevo detto che non avrei scritto un post politico e invece l’ho fatto, ma veniamo al nocciolo della questione che poco c’entra persino con il titolo.
Il  divertimento più grande in questi mesi di  impopolarità della politica è quello di andare dai grandi uomini in rosso del paesello e scoprire il loro lato Giuda.
Qui in questo mio paesello che per comodità chiamo C. abbiamo molte frazioni, ma una è leggendariamente conosciuta come la frazione Rossa. Insomma a chi domandi domandi è di sinistra (cioè lo era… ora sono esuli), babbo di sinistra, mamma di sinistra, nonno di sinistra, bisnonno di sinistra ecc ecc ecc.  Indossano almeno un capo rosso, e portano obbligatoriamente la barba alla Garibaldi (anche le donne si). Nelle loro case trovi almeno una stampa delle lotte dei lavoratori e se osi pronunciare il nome di Berlusconi ti cospargono di acqua santa, ti trascinano fino in chiesa e obbligano il prete a esorcizzarti.

Ora quando incontri questi signori, Rossi convinti, per strada e tra un discorso e l’altro gli fai notare i mega-casini del governo di sinistra, accusandoli anche di averlo votato, assisti ad una reazione quasi comica. Il povero interpellato fa un passo indietro e ti guarda come se avessi appena detto la cosa più oscena che potessi dire e con aria indignata, accarezzandosi la barba alla Garibaldi ti fa: Ma io non ho mai votato Prodi!
Sembra che questa sorta di Giudaismo non sia diffuso solo dalle mie parti, ma si sia ormai trasformato in una pandemia che affligge tutta la penisola.
La domanda è quindi la seguente: Ma se il 50% dei Rossi dichiara di non aver mai votato il signor Prodi, mi spiegate come ha fatto questo Mandrake della sinistra a diventare Premier?

My name is…

Navigando nella bloggosfera si trovano cose interessanti tipo questa. Il mio nome in giapponese!!!

Your Japanese Name Is…

Gin Kaoin

What’s your Japanese Name?

 

 

Anghelos

Immagine di Ánghelos

Anghelos è la produzione di una giovane autrice italiana, una rivisitazione in chiave diversa del mito delle streghe e quello dei vampiri. La storia è ambientata nella Benevento del 999. Protagonisti sono il conte Nikefòros, discendente dall’antichissima stirpe degli Anghelos, e il suo servitore Raphael che si aggirano esuli dopo avere abbandonato dolorosamente l’isola greca di Thera. Responsabile del loro esilio è il sanguinario vescovo Aléxandros, divorato dal desiderio di possedere il Libro Oscuro, un antico testo in cui è contenuto il segreto degli Anghelos. Il testo di cui il conte si era liberato affidandolo ad una bambina, per gioco forza del destino ritorna fra le sue mani precipitando gli eventi già seriamente sconvolti dal tentativo di Lilith di liberarsi della sua lunga prigionia.
Un buon Horror gotico, anche se caratterizzato da alcuni passaggi poco chiari.

Un sogno al di là delle stelle

Con questo titolo quasi 3 anni fa spedii il mio adorato generale Master ad un concorso internazionale dal quale usci con un attestato di merito della giuria.

Questo romanzo nato nel lontano 2000 quando tutti tremavano all’idea del baco nel proprio pc e molti si domandavano che forma potesse avere un baco o perché quel dannato verme avesse deciso di fare il bozzolo proprio nel pc e non da un’altra parte, io mettevo la parola fine a quello che ho sempre considerato il mio romanzo punto di svolta. Certo non hanno sparato i fuochi di artificio, ma per la sottoscritta è stato un momento pieno di soddisfazioni.
La storia del generale Master era già bella di suo, piaceva a me e piaceva ai miei lettori. La mia amica Ele ha fondato l’Alan fan club, e la mia omonima lo ha tradotto in inglese per un altra fascia di pubblico che devo dire mi ha dato molte soddisfazioni. Il romanzo non ha mai abbracciato alcun editore, è sempre stato diffuso liberamente sul web e forse gironzolando su qualche sito si trova ancora un modo per downlodarlo. L’ho tolto dalla rete non perché volessi mandarlo a qualche casa editrice, ma perchè desideravo restaurarlo, renderlo più godibile, migliorare i personaggi. Quello che ne è venuto fuori però è un lavoro indipendente, che con il vecchio Alan ha poco a che vedere. Un lavoro che però non voglio eliminare, così come non voglio eliminare il vecchio. Così prendendo ad esempio i giapponesi e nel caso specifico Leiji Matsumoto e Tsukasa Hōjō, ho creato anche io il mio primo Au (alternative universe). Ovvero un Alan originale e un Alan Au. Naturalmente non ho idea di quale dei due sia l’Au, ma alla fin fine questo che importanza ha? Qualcuno si è mai preoccupato di capire fra le diverse versioni di Capitan Harlock quale sia quella originale e quali le Au? (contando soprattutto l’ultima appena uscita?)
Visto che mi sono ritrovata fra le mani queste due versioni differenti, una delle quali forse un giorno avrà un seguito, la nuova necessitava di un nome diverso. Ed ecco che la versione del 2000 mantiene il titolo: Un sono al di là delle stelle, mentre la versione nuova sarà nota come: Shell. Certo va ancora revisionata per ben bene, ma questo è un lavoro che come al solito rimanderò di qualche mese, così da avere il tempo di staccarmi emotivamente dalla storia e dai suoi personaggi.

Cosa scriverò ora?
Ho in mente una serie di racconti Dark Gotic Horror per delle riviste che si occupano di letteratura fantastica in genere e poi un progetto a due mani con un amico da poco conosciuto. In tanto prosegue la stesura del romanzo di Aldreian ormai arrivato alle battute finali, e infine un nuovo romanzo di cui non posso anticipare nulla perchè è ancora in fase di assembramento nel mio cervellino. Tempo libero comunque ne avanza poco… soprattutto se tengo conto del lavoro!

Gli errori più comuni degli scrittori fantasy – Il megamaxiultrastracattivo

Capita spesso e soprattutto nei romanzi fantasy che in mezzo alla rosa dei personaggi sbuchi un bel megacattivone. Di solito questo bel tizio si presenta con un aura tenebrosa, con un carattere arrogante, con servi orribili a guardarsi, vive in castelli sporchi e polverosi e complotta (obbligatoriamente al buio) di conquistare il potere. Fino a qui oltre ad aver adoperato un numero esagerato di luoghi comuni il nostro scrittore x ha fatto un errore relativamente piccolo, il bello arriva quando questo megacattivo parla. Perchè tutti i megacattivi hanno i dialoghi davvero limitati (adoro Kim Possible, proprio perchè fa il verso a questa malata tradizione) e in una frase su tre parlano di distruzione, parlano di comandare, di distruggere ecc. Quasi sempre hanno già assoggettato il mondo della storia e se non lo hanno fatto poco gli manca, e quasi sempre sono ad un passo dalla loro meta quando tadan arriva il megaeroe invincibile e li sconfigge. I veri cattivoni compaiono nei libri solo due o tre volte e perdono ore e ore ad informare i loro subalterni (molti con la gobba e i modi da rettile) sulle loro intenzioni e sui loro piani. Dichiarano il loro odio sviscerato verso tutto e poi scompaiono per poter comparire durante l’atto finale, ovvero quello della loro distruzione.
I  veri cattivoni, inoltre, non sono degli ecologisti. Dovunque  passano lasciano il miasma del loro potere uccidendo animali e piante. Il loro sogno più grande è dominare il mondo o peggio ancora distruggerlo.
E qui la domanda di una povera lettrice annoiata dall’ennesimo fantasy senza senso: ma come si fa a dominare il mondo intero? Ma se lo distruggi poi tu che fai? Emigri su un altro pianeta?

Il cattivone mi fissa con sguardo truce e tace.

Momenti felini

O meglio non ho voglia di scrivere ma sono stanca del vecchio post

 

 

Lo ha piantato la mia micia sopra la sua cesta

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